La RECENSIONE : La vittima è Berthier-Lagès, un ex ambasciatore in pensione. Maigret scopre che per cinquant’anni l’uomo ha intrattenuto una corrispondenza amorosa con la principessa de Vuynes. Il prezzo di questo amore epistolare e di una passione mai sopita è il nucleo della vicenda. Le lettere hanno tenuto vivo un legame, ma raccontano anche la distanza tra ciò che i due amanti hanno provato e ciò che hanno potuto vivere.
La vicenda è ambientata nel mondo della diplomazia, della nobiltà e dell’alta società francese. Le indagini si muovono tra il commissariato e le sale affrescate dai soffitti alti. Gli interrogatori, in questi ambienti, impongono una certa etichetta e un modo discreto di porre le domande. Bonitzer contrappone la personalità ruvida di Maigret alle regole di comportamento del mondo in cui deve indagare.
Denis Podalydès è uno degli ultimi interpreti, in linea di discendenza, del ruolo di Maigret. Non ha certo il carattere e la presenza scenica di Gérard Depardieu, né lo stile classico di Pierre Renoir. Eppure la sua interpretazione costruisce, una scena dopo l’altra, una dimensione personale del famoso investigatore. Il suo calarsi nel clima del delitto, attraverso l’impiego di strumenti moderni d’indagine e l’affiancamento di una squadra, ha una sua naturalezza. Si stabilisce così un parallelo tra il passato del personaggio nato dalla penna di Simenon e la visione che Bonitzer ne offre. In tutto questo prevale lo stile asciutto e lo sguardo acuto e pacato che Podalydès conferisce alla sua interpretazione del noto investigatore.
La dimensione privata del commissario coinvolge la presenza misurata ma essenziale della signora Maigret. È una figura femminile discreta, capace di dare al personaggio una vita oltre l’inchiesta. Anche in questo rapporto l’amore trova spazio, nella familiarità e nei gesti quotidiani.
Ma l’amore è il tema dominante anche del rapporto tra la governante e il vecchio ambasciatore. Qui assume contorni più difficili da definire: nella dedizione può insinuarsi il bisogno di essere indispensabile e, forse, il possesso. È un sentimento che invita a interrogarsi sul confine tra la cura dell’altro e il desiderio di trattenerlo per sé.
Mentre cerca la verità sulla morte di Berthier-Lagès, Maigret attraversa queste diverse forme d’amore: quello che resiste nella scrittura, quello che accompagna la vita di ogni giorno e quello che rischia di diventare possesso. Dietro la compostezza delle sale e il riserbo dei loro abitanti, lettere e silenzi lasciano affiorare una domanda: quale prezzo si paga quando una passione non si spegne e non può essere vissuta alla luce del sole? (di Francesca Bastoni - da Madmass.it)
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