Saranno presenti in sala
la Produttrice/Montatrice GIUSI
SANTORO
e l'Interprete MARTINA FANFANI
(di Piacenza)
Regia di Danilo
Caracciolo
Con MARTINA FANFANI (di Piacenza)
Docu/Film - Italia -
60 minuti
È
considerata una delle più grandi tragedie
dell'immigrazione e del lavoro italiano all'estero, a
lungo rimasta poco conosciuta o dimenticata dalla
storiografia ufficiale.
Domenica 30
giugno 1940, porto di Liverpool. Nel corso
di una giornata afosa, più di 1.600 uomini
sono stipati su un transatlantico che a
molti ricorda un’illustre e lussuosa nave da
crociera britannica. La sua vecchia
colorazione bianca e brillante è scomparsa
sotto un’unica tonalità di grigio e blu
scuro; un cannone a prua e uno a poppa
svettano sui due fumaioli, ora anonimi,
privi sia della precedente stella blu che di
una possibile croce rossa; un filo spinato
appare in alcune zone del ponte, delineando
quasi il profilo di un campo di
concentramento galleggiante: è l’Arandora
Star, rivestito dalla patina della guerra.
Il suo carico è ora composto da 174 membri
dell’equipaggio e 200 soldati inglesi di
guardia. Insieme a loro ci sono 86
prigionieri di guerra tedeschi e molti
internati civili, tra cui 479 tedeschi e 734
italiani, costretti a essere deportati in
Canada. Dopo la partenza all’alba del 2
luglio, lungo la pericolosa rotta atlantica
e senza alcun convoglio, la nave viene
intercettata da un sommergibile della Marina
tedesca, comandato da Gunther Prien: si
tratta dell’U-47, sulla via del ritorno in
Germania e dotato dell’ultimo siluro
disponibile che viene armato e lanciato.
In questo disastro morirono 470 internati
italiani, 243 tedeschi, il capitano e 12
ufficiali inglesi, 45 persone
dell’equipaggio e 37 guardie militari
inglesi. In totale morirono 806 persone a
bordo. Può essere considerato il più grande
massacro di civili durante la Seconda guerra
mondiale perché, esclusi gli 86 prigionieri,
tutti gli altri uomini erano civili di età
compresa tra i 16 e i 75 anni. Erano comuni
immigrati che vivevano in Inghilterra da
molti anni. Tra loro c’erano musicisti,
medici, insegnanti e operai. Non erano
legati alla guerra o al fascismo, ma ne
pagarono il prezzo.
Il tragico epilogo della vicenda, che conta
805 vittime, restituisce una memoria
collettiva irriducibile che deve essere
raccontata. Il suo impatto rappresenta la
sofferenza di tutte le vittime di qualsiasi
guerra in senso universale.
La tragedia dell’Arandora Star è una storia
che unisce gli sforzi di più attori a
livello internazionale, in particolare
questo evento unisce profondamente Italia,
Germania e Inghilterra, poi anche la Scozia
che ha trovato i corpi morti nei giorni
successivi all’affondamento.
Il progetto utilizza una narrazione del
passato che si ispira alle storie vere delle
persone coinvolte. Per
narrare l’affondamento della nave useremo
l’animazione e aggiungeremo anche le
prospettive di persone del presente che
ricordano quei momenti.