* PRIMA DELL'ALBA *

LUNEDI 20/4 ore 21,00
in Originale Sottotitolato

MARTEDI 21/4 ore 21,00
in Versione Doppiata



Un film di  RICHARD LINKLATER

Interpreti: Ethan Hawke, Julie Delpy e Andrea Eckert

Usa - Commedia/Sentimentale - Anno 1995 - 101'

Un piccolo ma intenso film, un cult che ha riflesso e rappresentato la generazione, smarrita e confusa, dei giovani degli anni '90.
Firmato da Richard Linklater (autore dello sperimentale Waking Life e del recente School of Rock con Jack Black), Prima dell'alba attende il suo seguito con Before Sunset - Prima del tramonto, presentato con grande successo all'ultima edizione del Festival di Berlino, proprio dove nel 1995 era iniziata l'avventura di Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy), i protagonisti di questa commedia romantica decisamente anti-convenzionale.
Entrambi poco più che ventenni (come del resto gli attori che al tempo li interpretavano), i due giovani si incontrano su un treno diretto a Parigi: l'americano Jesse scenderà a Vienna in attesa del volo per gli States, reduce dalla fine di una storia d'amore, mentre la francese Céline sta tornando a casa dopo aver fatto visita alla nonna.
L'istintiva attrazione che nasce tra i due spinge Céline a scendere con Jesse a Vienna: aspetteranno insieme la partenza del ragazzo, prevista solo per la mattina successiva. Quasi 24 ore, 24 ore per conoscersi, scoprirsi, confrontarsi, sviscerando due anime, due visioni diverse della vita e del mondo: più disilluso e pragmatico lui, figlio di genitori divorziati, eterea e passionale lei, una studentessa della Sorbonne anti-conformista.
Accomunati però dalla stessa fragilità interiore e dal desiderio di una risposta alle eterne questioni esistenziali, Jesse e Céline visitano e abitano Vienna nel corso di una notte lunga e indimenticabile, dove la stessa capitale austriaca si trasforma in un palcoscenico privilegiato per i due personaggi.
Linklater, infatti, fa aderire la macchina da presa ai due attori, cogliendo le parole, i gesti, le sensazioni sempre più forti che li travolgono, accentuando maggiormente il contrasto tra Jesse, Céline e il resto del mondo, che viene dimenticato, relegato sullo sfondo. Il regista è abile nel creare una sorta di dimensione parallela nella quale la coppia si trova, casualmente ma ormai sempre più profondamente, invischiata, dove le regole spazio-temporali sembrano attenuarsi per lasciare il campo ai sentimenti e soprattutto ai dialoghi che, incessanti, formano lo scheletro emozionale e narrativo del film (scritti dallo stesso regista e da Kim Krizam).

Famiglia, morte, amore, sesso e religione sono solo alcuni degli argomenti affrontati dai protagonisti, ripresi spesso con intensi primi piani e campi medi, e impegnati nel sorgere di un amore che potrebbe non essere una chimera...
Con la leggerezza e la splendida logorrea che coloravano anche le opere di Eric Rohmer,
Prima dell'alba è un film sulla magia e il senso dell'amore, venato di una malinconia che conserva però intatta la romantica speranza nel futuro.  (di Francesca Druidi -MoviePlayer)

 

 


 

* EYES WIDE SHUT *

LUNEDI 4/5 ore 21,00
in Originale Sottotitolato



Un film di  STANLEY KURICK

Interpreti: Tom Cruise, Nicole Kidman

Usa - Drammatico/erotico - Anno 1999 - 153'

Il "porno d'autore", il "thriller erotico" del terzo millennio. Questo il "doppio sogno" cui critica e pubblico si sono abbandonati per dodici anni, aspettando quest'opera molto liberamente tratta dal romanzo di Schnitzler, progettata da Kubrick fin dal '68 e fatalmente imperfetta (l'autore non ha potuto completare il lavoro sulla colonna sonora). Perché si esce spiazzati dalla visione di questo film? Perché, sebbene siano presenti, nel film, tutti i tasselli promessi dal marketing, il puzzle che compongono risulta imprevedibile, sconcertante, perfettamente nuovo, assolutamente non riproducibile. Kubrick si serve degli aspetti psicanalitici della trama, ma soprattutto della sensualità animale dei suoi attori, per allestire un Trionfo della Morte e del Disinganno di gusto medievale, uno spettacolo di enorme potenza e vivacità che mette in scena l'impotenza dell'uomo di fronte all'ignoto, e la sue eterna dannazione terrena, che consiste nell'essere schiacciato da forze oscure, nel ritrovarsi senza memoria del passato, sperduto nel presente, incerto sul futuro, nel sapersi destinato ad una verità parziale, un'illusione onirica. Essere e sognare sono due facce della stessa realtà, che non può cancellare la Verità eterna, quella del sogno da cui non esiste risveglio. La morte ed il suo pendant nel mondo dei vivi, l'immobilità, raggelano e dominano ogni scena. Lo spazio è popolato di uomini e donne immobili, maschere, manichini, cadaveri, che il regista manipola fondendoli con l'arredamento. La macchina da presa predilige movimenti circolari, suadenti e perfetti, che avvolgono nelle loro spire i personaggi e li soffocano senza pietà. Le luci sfavillanti e le vetrine colorate di New York nel periodo natalizio non ingannano nessuno: prevalgono le zone d'ombra, le luci bluastre, i toni cupi. Molte sono le critiche che si potrebbero muovere al film: troppo lungo, spesso lento, avaro di emozioni, povero di suspense, scarno e tedioso come una basilica romanica. Ma le perplessità svaniscono quando si considera che la morte dell'uomo, morte non solo fisica ma soprattutto cerebrale e spirituale, non potrebbe trovare un luogo migliore per agire indisturbata. E' una visione pessimistica che non ammette replica, nemmeno quella fintamente ottimista del finale: i protagonisti, circondati dai simboli del sogno americano e della retorica familiare, decidono di abbandonarsi all'istinto e alla dissimulazione, senza più preoccuparsi di avere un cervello, un cuore, una coscienza, e nessuno ci assicura che questo garantirà loro la pace. Fatalmente imperfetto, il numero 13 della filmografia di Kubrick è un monumento del cinema, duro e cristallino come un diamante, perfettamente coerente, nel pessimismo totale e nell'inesausta cura dei dettagli, con i capolavori di questo autore, da "Barry Lyndon" a "Full Metal Jacket". Una bizzarra coincidenza: nella scena in cui Cruise entra in un bar, si ode un frammento (l'incipit del "Rex tremendae") del "Requiem" di Mozart, altro capolavoro incompiuto a causa della morte dell'autore. Ma si tratta solo di una coincidenza?  (di Stefano Selleri - da Spietati)