|
LA TRAMA :
È l'Ultima Battuta?,
film diretto da Bradley Cooper, racconta la
storia di Alex Novak (Will
Arnett) e Tess
(Laura Dern), una coppia
sposata che, dopo molti anni insieme, decide di
porre fine al loro matrimonio in maniera
amichevole, cercando di percorrere strade
separate senza compromettere la vita familiare.
Alex, alle prese con la crisi di mezza età e
l’imminente divorzio, prova a reinventarsi nel
mondo della stand-up comedy newyorkese, alla
ricerca di un nuovo scopo e di un’identità
personale al di fuori del ruolo di marito e
padre. Tess, invece, riflette sui sacrifici
fatti per la famiglia e sul senso di sé,
costretta a ridefinire le proprie priorità e a
confrontarsi con le sfide della vita da sola.
Nel percorso di separazione, i due dovranno
imparare a gestire la co-genitorialità, a
definire nuove dinamiche familiari e a
riscoprire il concetto stesso di amore, che può
trasformarsi e assumere forme inaspettate anche
dopo la fine di un matrimonio. Tra riflessioni intime, momenti di umorismo e
crescita personale, il film esplora con
delicatezza e autenticità il modo in cui due
persone possono separarsi senza smettere di
crescere insieme come famiglia.
LA RENCENSIONE : New York. Dopo 20 anni di
matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno
divorziando. Cercano però di mantenere rapporti
amichevoli e di non alterare la loro vita
familiare, soprattutto per quanto riguarda la
gestione dei due figli, Felix e Jude. Una sera
Alex, per evitare di pagare l'ingresso all'Olive
Tree Cafe, decide di iscriversi a una serata
'open mic' del Comedy Cellar, leggendario
stand-up-comedy club, e inizia a farsi strada e
a scoprire un nuovo scopo nella sua vita. A sua volta Tess riscopre la sua passione per la
pallavolo e riceve l'offerta di diventare
l'assistente allenatrice della squadra femminile
degli Stati Uniti per le Olimpiadi estive del
2028. Entrambi frequentano una coppia di amici,
Balls e Christine, che sembrano attraversare
anche loro un momento di crisi. Le loro vite
scorrono parallelamente ma s'incrociano spesso;
non riescono a stare insieme ma neanche a
lasciarsi. Poi una sera, casualmente, Tess
scopre la 'nuova identità' di Alex. Under Pressure. Si manifesta nel magnifico
finale ma il brano dei Queen sembra un eco
ricorrente di tutto il film. Avvolto nei chiaroscuri, nelle luci domestiche e
della città della fotografia di Matthew
Libatique, È l'ultima battuta? mostra i
protagonisti sempre sospesi in un limbo, in una
condizione dove non possono andare avanti nella
stessa situazione ma, contemporaneamente, non
vogliono neanche dare un taglio netto alla
propria vita. "Né con te né senza di te"
recitava l'epitaffio del travolgente Truffaut di
La signora della porta accanto. Non c'è la morte ma nel terzo, ancora
sorprendente e bellissimo, film da regista di
Bradley Cooper c'è la stessa disperazione. Si
sente nelle parole di Alex durante le sue
esibizioni 'stand-up' dove ogni parola è
dissacrante ma carica di un'amara verità. Senza
l'esibita volgarità di Lenny Bruce nel film di
Bob Fosse del 1974 con Dustin Hoffman ma in cui
ogni racconto è lì, sempre sul punto di
esplodere. Stavolta l'attore statunitense,
rispetto ai suoi primi due film come cineasta,
non è in primo piano ma si ritaglia il ruolo di
Balls, amico del protagonista, figura al tempo
stesso tragica e grottesca, speculare e
contraria a quella di Alex. C'è una verità travolgente nel modo in cui
È
l'ultima battuta? mostra la fine di una
storia ma anche un legame indissolubile, che si
è costruito e deteriorato nel corso degli anni.
Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel
modo in cui si mostrano scoperti nelle loro
emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un
Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto.
Non con la spocchia citazionista/cinefila ma con
la passione di un altro grande, intenso,
consapevole, disordinato, viaggio nel cinema
americano dove restano non solo le storie ma
soprattutto come si raccontano. C'è un'immagine determinante che resta: la
fotografia di Tess che fa la schiacciata durante
una partita di volley. È di spalle. Qui c'è lo
scarto e l'istinto con cui Cooper mostra, non
tanto nei dettagli ma proprio nelle percezioni
emotive, la crisi di una coppia nel tempo.
Quella foto è come Alex vede Tess (o si illude
di vederla) ancora oggi e come invece lei non si
vede più. Da qui la distanza, l'impossibilità di
essere riconciliati. "Mi hai lasciato molti anni
da sola in questa relazione" dice Tess al
marito. Non sono solo i dialoghi, sono come
cicatrici di un pezzo di vita vissuta che
ritornano frequentemente nel cinema di Cooper
regista. Certo, anche È l'ultima battuta?, dopo
Maestro, è un biopic, anche se in
parte. Se il secondo lungometraggio da regista
di Cooper era basato sulla storia d'amore tra il
compositore Leonard Bernstein e l'attrice
Felicia Montealegre, questo film è invece
liberamente ispirato alla vita del comico
inglese John Bishop, anche autore del soggetto
assieme a Will Arnett e Mark Chappell, questi
ultimi due anche sceneggiatori assieme a Cooper
che però lo fa suo. Così come si era
impossessato delle variazioni/remake di A
Star Is Born. E, tra le varie direzioni, questo è un altro
film sulla scena dello spettacolo. Dissolvenza.
La scena in cui Ally (Lady Gaga) sale sul palco
per la prima volta vicino a Jack per cantare "Shallow"
in A Star Is Born. Stacco. Alex si
trova per la prima volta davanti al pubblico in
È l'ultima battuta?. Timidezza,
imbarazzo, ansia. Poi le prime risate del
pubblico. Infine, la maggiore sicurezza. Questi
momenti al cinema non si creano. Si sentono le
vibrazioni oppure no. E lo sguardo di Cooper ha
un istinto incredibile nel mostrarle, così come
il rapporto di Alex con i figli, con un clima
emotivo in simbiosi con Kramer contro Kramer.
Under Pressure. Poi lo squarcio in quell'esaltante
finale che è un'altra bellissima cicatrice, che
non si dimentica facilmente. Si, la vita ora
ricomincia di nuovo. (di Simone Emiliani - da
MyMovies) |