MERCOLEDI 29 APRILE ore 21,00

Un film di BRADLEY COOPER

Stati Uniti - Commedia - 121'



 

Il terzo film di Bradley Cooper è bellissimo e travolgente. Strepitosi Will Arnett e Laura Dern.

Will Arnett e Laura Dern sono i magnifici protagonisti di un film strepitoso: l'analisi di una grammatica sentimentale che esalta il cuore e la vulnerabilità.  Se l'avesse diretto un altro regista, si sarebbe gridato al capolavoro (stesso discorso per il suo precedente e sottovalutato lavoro, Maestro)

 

LA TRAMA : È l'Ultima Battuta?, film diretto da Bradley Cooper, racconta la storia di Alex Novak (Will Arnett) e Tess (Laura Dern), una coppia sposata che, dopo molti anni insieme, decide di porre fine al loro matrimonio in maniera amichevole, cercando di percorrere strade separate senza compromettere la vita familiare.
Alex, alle prese con la crisi di mezza età e l’imminente divorzio, prova a reinventarsi nel mondo della stand-up comedy newyorkese, alla ricerca di un nuovo scopo e di un’identità personale al di fuori del ruolo di marito e padre. Tess, invece, riflette sui sacrifici fatti per la famiglia e sul senso di sé, costretta a ridefinire le proprie priorità e a confrontarsi con le sfide della vita da sola. Nel percorso di separazione, i due dovranno imparare a gestire la co-genitorialità, a definire nuove dinamiche familiari e a riscoprire il concetto stesso di amore, che può trasformarsi e assumere forme inaspettate anche dopo la fine di un matrimonio.
Tra riflessioni intime, momenti di umorismo e crescita personale, il film esplora con delicatezza e autenticità il modo in cui due persone possono separarsi senza smettere di crescere insieme come famiglia.

LA RENCENSIONE : New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei due figli, Felix e Jude. Una sera Alex, per evitare di pagare l'ingresso all'Olive Tree Cafe, decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar, leggendario stand-up-comedy club, e inizia a farsi strada e a scoprire un nuovo scopo nella sua vita.
A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo e riceve l'offerta di diventare l'assistente allenatrice della squadra femminile degli Stati Uniti per le Olimpiadi estive del 2028. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Le loro vite scorrono parallelamente ma s'incrociano spesso; non riescono a stare insieme ma neanche a lasciarsi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.
Under Pressure. Si manifesta nel magnifico finale ma il brano dei Queen sembra un eco ricorrente di tutto il film.
Avvolto nei chiaroscuri, nelle luci domestiche e della città della fotografia di Matthew Libatique, È l'ultima battuta? mostra i protagonisti sempre sospesi in un limbo, in una condizione dove non possono andare avanti nella stessa situazione ma, contemporaneamente, non vogliono neanche dare un taglio netto alla propria vita. "Né con te né senza di te" recitava l'epitaffio del travolgente Truffaut di La signora della porta accanto.
Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la stessa disperazione. Si sente nelle parole di Alex durante le sue esibizioni 'stand-up' dove ogni parola è dissacrante ma carica di un'amara verità. Senza l'esibita volgarità di Lenny Bruce nel film di Bob Fosse del 1974 con Dustin Hoffman ma in cui ogni racconto è lì, sempre sul punto di esplodere. Stavolta l'attore statunitense, rispetto ai suoi primi due film come cineasta, non è in primo piano ma si ritaglia il ruolo di Balls, amico del protagonista, figura al tempo stesso tragica e grottesca, speculare e contraria a quella di Alex.
C'è una verità travolgente nel modo in cui È l'ultima battuta? mostra la fine di una storia ma anche un legame indissolubile, che si è costruito e deteriorato nel corso degli anni. Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Non con la spocchia citazionista/cinefila ma con la passione di un altro grande, intenso, consapevole, disordinato, viaggio nel cinema americano dove restano non solo le storie ma soprattutto come si raccontano.
C'è un'immagine determinante che resta: la fotografia di Tess che fa la schiacciata durante una partita di volley. È di spalle. Qui c'è lo scarto e l'istinto con cui Cooper mostra, non tanto nei dettagli ma proprio nelle percezioni emotive, la crisi di una coppia nel tempo. Quella foto è come Alex vede Tess (o si illude di vederla) ancora oggi e come invece lei non si vede più. Da qui la distanza, l'impossibilità di essere riconciliati. "Mi hai lasciato molti anni da sola in questa relazione" dice Tess al marito. Non sono solo i dialoghi, sono come cicatrici di un pezzo di vita vissuta che ritornano frequentemente nel cinema di Cooper regista.
Certo, anche È l'ultima battuta?, dopo Maestro, è un biopic, anche se in parte. Se il secondo lungometraggio da regista di Cooper era basato sulla storia d'amore tra il compositore Leonard Bernstein e l'attrice Felicia Montealegre, questo film è invece liberamente ispirato alla vita del comico inglese John Bishop, anche autore del soggetto assieme a Will Arnett e Mark Chappell, questi ultimi due anche sceneggiatori assieme a Cooper che però lo fa suo. Così come si era impossessato delle variazioni/remake di A Star Is Born.
E, tra le varie direzioni, questo è un altro film sulla scena dello spettacolo. Dissolvenza. La scena in cui Ally (Lady Gaga) sale sul palco per la prima volta vicino a Jack per cantare "Shallow" in A Star Is Born. Stacco. Alex si trova per la prima volta davanti al pubblico in È l'ultima battuta?. Timidezza, imbarazzo, ansia. Poi le prime risate del pubblico. Infine, la maggiore sicurezza. Questi momenti al cinema non si creano. Si sentono le vibrazioni oppure no. E lo sguardo di Cooper ha un istinto incredibile nel mostrarle, così come il rapporto di Alex con i figli, con un clima emotivo in simbiosi con Kramer contro Kramer.
Under Pressure. Poi lo squarcio in quell'esaltante finale che è un'altra bellissima cicatrice, che non si dimentica facilmente. Si, la vita ora ricomincia di nuovo. (di Simone Emiliani - da MyMovies)

 

 

MERCOLEDI 6 MAGGIO ore 21,00

Un film di Kristoffer Borgli

Stati Uniti - Commedia/Drammatico - 105'



 

Una commedia surreale che rompe le convenzioni sociali e parla a ognuno di noi. Con un cast di superstar

Quanto pesa il passato? Zendaya e Robert Pattinson danzano sull’orlo del caos in The Drama e ci ricordano che, dietro l’alchimia perfetta, c’è sempre un lato oscuro da scoprire...

LA TRAMA :  Qual è la cosa peggiore che abbiate mai fatto nella vita? Una domanda da confessione alcolica, o da “obbligo o verità”: innocua in apparenza, ma capace di cambiare tutto. È proprio da un momento del genere che The Drama devia bruscamente dalla classica commedia romantica verso un crescendo di tensione e conseguenze imprevedibili. Non a caso il titolo del film, scritto e diretto dal norvegese Kristoffer Borgli, gioca astutamente con il doppio significato della parola drama, che da un lato indica una storia di finzione ricca di conflitti, dall’altro una situazione reale, improvvisa e carica di tormenti emotivi.
Emma e Charlie
, interpretati da Zendaya e Robert Pattinson, stanno insieme da due anni e stanno per sposarsi. Tra loro tutto trasuda chimica e sintonia: dalla magia del primo incontro fino all’intimità scoppiettante e ad una routine ricca di stimoli. Sono la classica coppia “da film”, quella che ti fa chiedere con un pizzico d’invidia come facciano a essere così perfetti… o quali segreti nascondano. Le nozze sono alle porte, i preparativi procedono lisci, e quel leggero esibizionismo da “performance nuziale” aggiunge il tocco finale. Mancano solo gli ultimi ritocchi allo stucchevole discorso nuziale a cui Charlie sta meticolosamente lavorando.
Una sera, complice qualche bicchiere di troppo, una tranquilla serata con una coppia di amici (
Mamoudou Athie e Alana Haim) prende una piega inaspettata. Per gioco, ognuno è chiamato a confessare la cosa peggiore che abbia mai fatto. All’inizio si ride, tra stupore e imbarazzo, perché il clima è ancora quello del “we listen and we don’t judge”. Fino a quando arriva il turno di Emma e, improvvisamente, il tono cambia: la leggerezza sparisce, lasciando spazio ad una dirompente e irreversibile indignazione. D'un tratto, il mondo di Charlie, costruito sull’immagine idealizzata della futura sposa, si sgretola e, con esso, tutte le sicurezze sul loro rapporto...

LA RENCENSIONE : ...È qui che The Drama cambia registro e, da rom-com leggera, diventa commedia grottesca, dramma di coppia e romance moderno. Per capirci, meno La La Land e più La Guerra dei Roses. La lezione è chiara: la fiducia è tutto e il matrimonio va affrontato senza segreti. Ma cosa succede quando la verità è troppo scioccante da sopportare? Quando conoscere (e accettare) davvero l’altro significa confrontarsi con parti di sé che non sapevamo di avere? Quella confessione diventa un chiodo fisso per Charlie. Le scene folli che mostrano quanto il ragazzo abbia perso la testa strappano più di una risata grazie alla verve di Robert Pattinson, bravissimo a trasformare il suo personaggio in un concentrato di nevrosi e paranoie paradossale e profondamente umano.
Allo stesso tempo, però, osservano le sue azioni, vien da chiedersi se il protagonista, riallacciandoci al titolo del film, non ne stia 'facendo un dramma'. Emma viene messa alla gogna per qualcosa che (non) ha fatto da ragazzina:
un gesto grave ma ormai lontano, che chiaramente non la rispecchia più. Nelle ossessioni di Charlie, l’idea di non poter sfuggire al passato, giudice inesorabile del presente, sembra uscita da un passo del Vecchio Testamento. Il segreto della protagonista non è cosa da poco (non possiamo spoilerare, anche se le polemiche intorno al film parlano chiaro), ma ha davvero senso etichettare una persona per il momento peggiore della sua vita? La regia espone questo concetto in modo interessante, fondendo l’Emma di oggi con quella adolescente e facendone sia uno specchio frammentato della psiche di Charlie, sia metafora di quel passato che vorremmo seppellire ma che torna a perseguitarci, forse senza possibilità di perdono.
Amare significa non dover mai dire ‘mi dispiace’”, recita la celebre citazione di Love Story. In
The Drama, il “mi dispiace” non basta. Borgli non si limita a decostruire il romantico stereotipo della coppia da Baci Perugina, ricordandoci che non si finisce mai di conoscere chi si ha vicino. La sua anatomia dei sentimenti scava nel lato più instabile della mente umana, dove le certezze crollano e il controllo svanisce, fino a esplodere nella sequenza finale del matrimonio. Lì, la fragilità delle apparenze lascia spazio una volta per tutte ad un senso di ansia paralizzante in cui non c'è spazio per l'autoassoluzione e che ribadisce un'amara verità. L’amore è un campo di battaglia in cui mettersi a nudo ha il suo prezzo, ma combattere non è semplice, quando si impugnano armi fatte di contraddizioni, debolezze e vulnerabilità reciproche.
La piacevole sorpresa è che i
protagonisti non sono solo uno specchietto glamour per le allodole: Zendaya e Pattinson funzionano e convincono anche nei momenti più drammatici o sopra le righe. Il loro è un passo a due sincopato, danzato sulla melodia del disagio, in contrasto con l'impeccabile coreografia che stanno pazientemente imparando per il primo ballo da marito e moglie. Grazie a loro e ad una sceneggiatura fluida e coinvolgente, The Drama è un film che spiazza e che gioca in modo sfacciato con le nostre aspettative. Ci fa ridere e subito dopo ci schiaffeggia, dimostrando quanto fragile sia l’idea stessa di fiducia. Ma per la coppia travolta dalla tempesta è possibile uscirne più forti? Forse, ma l’unica via è fare tabula rasa: rimettersi in gioco, conoscersi da capo e affrontare la verità senza filtri. Perché amarsi non è una certezza, ma una scelta che va continuamente rimessa in discussione. E a volte, per salvarsi, bisogna prima avere il coraggio di distruggersi.  (di Chiara Carnà - ComingSoon)