DOC. in TOUR  2010
Documentari  in  Emilia Romagna


In collaborazione con :  F.I.C.E. Emilia Romagna
Regione Emilia-Romagna - Fronte del Pubblico - D.E-R


Da  Mercoledì  7 Aprile  a  Mercoledì  5  Maggio 2010  con lo stesso biglietto del film di Rassegna
si potrà assistere in Pre-serata  alle ore 20,00  alla presentazione di  DOCUMENTARI  REGIONALI
Seguirà alle ore 21,30 la tradizionale Rassegna del Mercoledì


Programma della manifestazione in Emilia Romagna


Mercoledì  7  Aprile  -  In  pre-serata  ore  20,00 :

PIOMBO FUSO  di Stefano Savona  (82’)

Da Gaza non si esce, a Gaza non si entra. E' il 6 Gennaio 2009, l'undicesimo giorno dell'attacco israeliano contro la Striscia di Gaza. Mentre al di la' del muro invalicabile che separa Gaza dal resto del mondo continuano i bombardamenti aerei e s'intensifica l'invasione di terra, nessun testimone e' ancora riuscito a penetrare nella Striscia, a forzare il blocco assoluto imposto dalle truppe d'occupazione alla stampa internazionale. Dalla frontiera con l’Egitto passano solo i feriti, i morti, e qualche camion di medicinali. Chi è qui per raccontare la guerra deve accontentarsi di qualche frase rubata a chi accompagna i feriti, mentre tutti gli obiettivi sono puntati oltre il confine a inquadrare le colonne di fumo nero tra le case in lontananza. Poi, inaspettatamente, e quasi per caso, si schiude un’impercettibile falla nel dispositivo impermeabile del confine. Prima che si richiuda, in pochissimi riusciamo a passare. Tra loro c’è anche un regista con una telecamera. Questo film mostra ciò che quella telecamera ha potuto filmare al di là di quel confine; è il semplice racconto per immagini della vita quotidiana a Gaza durante gli ultimi drammatici giorni dell’Operazione “Piombo fuso”.

Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema - Un Episodio  di Davide Rizzo (2’)

Il documentario ricostruisce, attraverso gli ultimi testimoni di un’importante generazione, lo stretto legame che la società italiana ha avuto con l’arte cinematografica, cogliendone le modificazioni della fruizione sociale dal dopoguerra ad oggi. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto fra la vita vissuta e il cinema, inteso nelle sue più ampie sfaccettature: film visti prima durante e dopo la guerra, film della resistenza, il cinema all'aperto e le sale di Bologna, il cinema come momento di aggregazione sociale, il cinema in tv, il cinema dei figli e dei nipoti, il cinema e il lavoro. Come si andava al cinema a Bologna cinquant’anni fa? Chi andava al cinema? Quanti cinema c’erano? Quanti ne sono rimasti e quanti sono scomparsi? E dov’ erano quelli che non ci sono più? In quest’occasione presentiamo Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema, alcune pillole di questo lavoro di ricerca sul cinema a Bologna, in attesa documentario finito.


Mercoledì  14  Aprile  -  In  pre-serata  ore  20,00 :    

OVER THE RAINBOW
  di Maria Martinelli  (80’)

Il documentario racconta la vita di Daniela e Marica nei sette mesi prima della loro partenza per compiere l’inseminazione assistita alla clinica “Nina Stork” di Copenaghen. Racconta di come i parenti, i colleghi di lavoro, gli amici e le amiche che gravitano intorno alle loro vite abbiano "reagito" a questa decisione. Racconta di come molti non l’abbiano condivisa, di come alcuni, anche se amici storici da sempre, ne siano rimasti turbati, e di come invece altri, con la riflessione e il dialogo si siano lentamente avvicinati alla loro scelta. Il documentario ci racconta, in fondo, di come si vive e ci si confronta, quando si fa una scelta di vita così importante. E infine ci narra del loro viaggio a Copenaghen alla clinica, dell’inseminazione assistita e della sofferta attesa per la “possibile maternità”.

Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema - Un Episodio  di Davide Rizzo (2’)

Il documentario ricostruisce, attraverso gli ultimi testimoni di un’importante generazione, lo stretto legame che la società italiana ha avuto con l’arte cinematografica, cogliendone le modificazioni della fruizione sociale dal dopoguerra ad oggi. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto fra la vita vissuta e il cinema, inteso nelle sue più ampie sfaccettature: film visti prima durante e dopo la guerra, film della resistenza, il cinema all'aperto e le sale di Bologna, il cinema come momento di aggregazione sociale, il cinema in tv, il cinema dei figli e dei nipoti, il cinema e il lavoro. Come si andava al cinema a Bologna cinquant’anni fa? Chi andava al cinema? Quanti cinema c’erano? Quanti ne sono rimasti e quanti sono scomparsi? E dov’ erano quelli che non ci sono più? In quest’occasione presentiamo Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema, alcune pillole di questo lavoro di ricerca sul cinema a Bologna, in attesa documentario finito.


Mercoledì  21  Aprile  -  In  pre-serata  ore  20,00 : 

PIAZZATI  di Giorgio Diritti  (53’)

L'affitto dei bambini era il contratto stipulato fra la famiglia d'origine e la famiglia ospitante, in occasione delle innumerevoli fiere che si svolgevano sull'arco alpino. Monsieur Fribourg, storico di Barcelonette, il centro più importante della Valleè de l'Ubaye, ci conduce attraverso il paese, indicando la piazza dove fino alla seconda guerra mondiale si teneva il mercato dei bambini che arrivavano dalle valli Stura e Maira in Piemonte. L'Ubaye, più prospero delle confinanti valli italiane, aveva bisogno di mano d'opera, soprattutto di pastorelli per la custodia estiva delle greggi e di piccoli mulattieri per gli animali da soma. La fiera si teneva per quattro sabati nel mese di maggio. Bambini e bambine stavano allineati al fondo della piazza, in attesa dell'indice sulla testa del nuovo padrone… “Affittare” i propri bambini era prima di tutto una questione di sopravvivenza, una sofferta decisione, peraltro molto diffusa in tutto l'arco alpino. Spesso i Piazzàti passavano un'infanzia non semplice, i maschi tra monti e pecore, le femmine come servette in case di benestanti; tutti ricompensati però da un pasto caldo al giorno che a casa propria non poteva essere sempre assicurato. Il documentario raccoglie le testimonianze di alcune persone delle valli occitane della provincia di Cuneo che da bambini hanno lavorato, piazzàti presso famiglie che li incaricavano di svariati lavori e li caricavano di responsabilità. I loro volti segnati dall'età e dalla fatica e le loro parole ci aprono una porta sulla loro infanzia. La malinconia della lontananza dai genitori vissuta da alcuni si contrappone alla forza e sicurezza di sé che quell'esperienza ha dato ad altri, in un film dove più che cercare risposte si pongono interrogativi; sul senso dell'infanzia, della famiglia, del gioco e delle difficoltà, oggi come ieri.

BE WATER, MY FIEND  di Antonio Martino  (14’)

Muynaq, piccola cittadina sulle ex sponde del Lago di Aral (Uzbekistan). Acqua come gioia di vivere, perdita d'acqua come perdita di identità. La struttura del film, speculare come la prima delle proprietà dell'acqua (la proprietà speculare appunto dellacqua) mette a diretto confronto due comunità di pescatori.

Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema - Quattro Episodi  di Davide Rizzo (8’)

Il documentario ricostruisce, attraverso gli ultimi testimoni di un’importante generazione, lo stretto legame che la società italiana ha avuto con l’arte cinematografica, cogliendone le modificazioni della fruizione sociale dal dopoguerra ad oggi. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto fra la vita vissuta e il cinema, inteso nelle sue più ampie sfaccettature: film visti prima durante e dopo la guerra, film della resistenza, il cinema all'aperto e le sale di Bologna, il cinema come momento di aggregazione sociale, il cinema in tv, il cinema dei figli e dei nipoti, il cinema e il lavoro. Come si andava al cinema a Bologna cinquant’anni fa? Chi andava al cinema? Quanti cinema c’erano? Quanti ne sono rimasti e quanti sono scomparsi? E dov’ erano quelli che non ci sono più? In quest’occasione presentiamo Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema, alcune pillole di questo lavoro di ricerca sul cinema a Bologna, in attesa documentario finito.


Mercoledì  28  Aprile  -  In  pre-serata  ore  20,00 : 

MISS LITTLE CHINA  di Riccardo Cremona - Vincenzo De Cecco (60’)

Le cinesi d'Italia, le loro aspirazioni da adolescenti, così simili a quelle delle ragazze italiane, appesantite però dal doppio lavoro di essere giovani ma anche sagge, per precoce necessità, e d'aiuto alla famiglia. Cinque aspiranti bellezze, cinque ordinarie famiglie di emigranti. Un viaggio lungo la penisola seguendo le loro tracce. Per scoprire che, nelle pause dei turni estenuanti, quelle mamme che credevamo delle macchine da lavoro si emozionano sino a piangere parlando delle figlie. E queste, dal canto loro, sono sicure soltanto di una cosa: non voler ripetere la vita sfinente dei genitori. Con gli italiani che, guardandosi nello specchio cinese, si scoprono con sconcerto irriconoscibili: stanchi, scoraggiati, impauriti e rancorosi. Perché è molto più facile temere l'altro che rimettere in discussione se stessi.

Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema - Sei Episodi  di Davide Rizzo (12’)

Il documentario ricostruisce, attraverso gli ultimi testimoni di un’importante generazione, lo stretto legame che la società italiana ha avuto con l’arte cinematografica, cogliendone le modificazioni della fruizione sociale dal dopoguerra ad oggi. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto fra la vita vissuta e il cinema, inteso nelle sue più ampie sfaccettature: film visti prima durante e dopo la guerra, film della resistenza, il cinema all'aperto e le sale di Bologna, il cinema come momento di aggregazione sociale, il cinema in tv, il cinema dei figli e dei nipoti, il cinema e il lavoro. Come si andava al cinema a Bologna cinquant’anni fa? Chi andava al cinema? Quanti cinema c’erano? Quanti ne sono rimasti e quanti sono scomparsi? E dov’ erano quelli che non ci sono più? In quest’occasione presentiamo Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema, alcune pillole di questo lavoro di ricerca sul cinema a Bologna, in attesa documentario finito.  


Mercoledì  5  Maggio  -  In  pre-serata  ore  20,00 : 

FERDINANDO SCIANNA  di Giampiero D’Angeli  (51’)

Ferdinando Scianna (Bagheria, 1943) inizia a fotografare negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine. A soli ventun’anni pubblica, con saggio di Leonardo Sciascia, "Feste religiose in Sicilia", che ottiene il Premio Nadar. Dopo essersi trasferito a Milano, comincia a lavorare per il settimanale "L'Europeo" come fotoreporter, inviato speciale, poi corrispondente da Parigi, dove vive per dieci anni. Il suo lavoro è molto apprezzato da Henri Cartier-Bresson, che lo invita ad entrare in Magnum Photos, della quale diviene membro nel 1989. Fotografo tra i più versatili, dal 1987 in poi Scianna alterna il reportage in tutto il mondo con i lavori di moda e pubblicità, riscuotendo successo internazionale.

O SCIA'. LA FRONTIERA  di Danilo Monte - Lorenzo Galeazzi  (27')

Oggi Lampedusa è un “autogrill in mare”. Nel corso del 2008 sono arrivati sull’Isola circa trentamila migranti. Uomini e donne che decidono di lasciare la propria terra per migliorare le proprie condizioni di vita, o per scappare da guerre, fame e persecuzioni. Le fasi del soccorso, dell’accoglienza e della detenzione mostrate attraverso gli occhi dei protagonisti coinvolti: dai marinai, che salvano gli immigrati dal mare, allo staff del centro d’accoglienza, dai lampedusani ai migranti stessi. O’Scia riapre il dibattito sullo status di queste persone (sono naufraghi o clandestini?) e sulla dinamica dello sbarco che in realtà non esiste (nove volte su dieci queste persone vengono recuperate in acque internazionali) soffermandosi sulle reazioni degli abitanti dell’isola.

Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema - Un Episodio  di Davide Rizzo (2’)

Il documentario ricostruisce, attraverso gli ultimi testimoni di un’importante generazione, lo stretto legame che la società italiana ha avuto con l’arte cinematografica, cogliendone le modificazioni della fruizione sociale dal dopoguerra ad oggi. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto fra la vita vissuta e il cinema, inteso nelle sue più ampie sfaccettature: film visti prima durante e dopo la guerra, film della resistenza, il cinema all'aperto e le sale di Bologna, il cinema come momento di aggregazione sociale, il cinema in tv, il cinema dei figli e dei nipoti, il cinema e il lavoro. Come si andava al cinema a Bologna cinquant’anni fa? Chi andava al cinema? Quanti cinema c’erano? Quanti ne sono rimasti e quanti sono scomparsi? E dov’ erano quelli che non ci sono più? In quest’occasione presentiamo Brustulein. Cinema da sgranocchiare al cinema, alcune pillole di questo lavoro di ricerca sul cinema a Bologna, in attesa documentario finito.